Poltrone Moroso
La cultura visiva di Mariscal appartiene completamente al mondo del fumetto, dal quale egli attinge, per sua stessa ammissione, nella fase creativa. Alessandra, Eulalia Perez, Saula Marina, sembrano così usciti direttamente dalle pagine di qualche underground comix, con cui condividono la stessa ironia al limite del sarcasmo e l'approccio ludico con la...
Una forma nuova per una seduta non imbottita, geometria tridimensionale sviluppata partendo dalla genesi cellulare di petali cuciti seguendo l'ordine di una struttura grafica a base triangolare. L'esito è un'esplosione floreale, prodigiosa manifestazione simbolica della fertilità.
Collezione realizzata intrecciando il filato utilizzato per le reti da pesca, progetti non-omologati per antonomasia, diversi e originali, prodotti lavorati a mano, umani nel raccontare pregi e difetti. Struttura in acciaio verniciato e fili colorati in polietilene intrecciati a mano.
Armada è una collezione di sedute scultoree progettata per spazi di lavoro aperti e aree lounge. Le forme gonfiate delle poltrone si levano dalla seduta come vele riempite dal vento, creando un senso di leggerezza e movimento e concedendo al contempo una certa privacy e riservatezza.
Confrontarsi con il "capitonné" interpretandolo in modo originale, rivoluzionandone il concetto. Patricia Urquiola disegna una famiglia di prodotti la cui forma sembra liquida, come se andasse a sciogliersi sulla struttura creando delle linee morbide, avvolgenti, quasi casuali, dove il tessuto o la pelle vengono fissati alla scocca con dei bottoni...
Una seduta e il suo doppio: da un lato contiene e protegge, dall'altro distende e accoglie. Una vistosa ambivalenza che separa artificiosamente forma e contenuto, immagine e concetto, che non a caso suggerisce con il nome - hood, cappuccio - una doppia funzione.
Do-Lo-Rez, poltrona Moroso - Dal concetto del pixel, inteso come singolo elemento di un'immagine, nasce il modulo base attraverso il quale il designer costruisce il suo progetto. Morbidi parallelepipedi a base quadrata, in diverse altezze, offrono una libertà compositiva che amplifica la modularità, la esaspera, promuovendola a condizione strutturale.
Dalla mano che sola disegna sul foglio durante una telefonata, escono tracce di pensiero. Riflessioni innocenti scandite da una progressione accumulativa, gesti spontanei, scarabocchi; si inizia da una linea, si arriva a una composizione articolata e complessa. È il pretesto per il ricamo. Il progetto del divano riprende la forma di una coperta ripiegata.
Un progetto nato dalla ricerca di una comodità rigorosa e misurata, contenitiva ma con un accenno di deformazione. Gentry comunica tradizione, distinzione e appartenenza, nel coraggio ritrovato di contrastare con sottile ironia, il giudizio negativo del termine "borghesia". Il divano esprime innanzitutto un modo di essere, un atteggiamento sensibile...